Privacy Policy Parola di Chiara: la merenda non è una “merendina” - Farmacia Ville

Se il pasto più importante della giornata è la colazione, un altro momento importantissimo nella giornata dei più giovani è la cosiddetta merenda, uno snack dal nome impegnativo: deriva, infatti, dal latino merēre,  “meritare” e, per estensione, “cose da meritare”. Lo sapevate?

Lasciando perdere le citazioni edotte, non  a caso la merenda a scuola è una delle preoccupazioni quotidiane delle mamme.

Deve essere leggera, perché non è un sostituto della colazione anche se a volte serve a integrarla, ma bilanciata, sana ma anche golosa … insomma tanti dubbi.

La cosa migliore sarebbe prepararla a casa, tenendo conto anche di quanto il bambino ha mangiato a colazione: il sempreverde pane e marmellata, un sandwich con formaggio o prosciutto cotto e una foglia di lattuga, una fettina di pomodoro o avocado, una fetta di ciambellone o di una semplice crostata casalinga, un biscotto  “big”, magari preparato utilizzando i cereali rifiutati a colazione, ma ….

Ma non sempre c’è  il tempo di farlo quotidianamente, senza contare che alcune intolleranze alimentari sono in deciso aumento anche tra i giovanissimi e costituiscono un ovvio limite di scelta.

Quindi?

Le alternative, fortunatamente,  esistono: dalla frutta, qualche volta anche secca, allo yogurt fresco,  ai biscotti o ai cracker di aziende selezionate, se necessario privi di glutine o di lattosio.

L’essenziale è evitare merendine e bevande industriali zeppe di zuccheri e additivi, ipercaloriche e non nutrienti, pizze unte, patatine in busta e snack simili,  per abituare i bambini a un’alimentazione corretta e ai gusti “veri”, a uno stile di vita sano che possa accompagnarli anche nella vita adulta. Speriamo.